?

Log in

Tue, Jan. 25th, 2011, 08:09 pm
Berlusconi e il moralismo

Una cosa curiosa nella recente ondata di comunicazione e agitazione attorno ai noti fatti berlusconiani (mi riferisco qui alle accuse legate a Ruby e alle varie allegre riunioni sociali, orge o cene che fossero, nella vila di Arcore) è che si presenta sotto forma di moralismo. Capitanati dai soliti preti, (scusate, mi è sfuggito: dalla magistrale opinione del Vaticano) tutti quelli che hanno in uggia Berlusconi si scatenano a dire che la dignità dello Stato è oltraggiata, e in fondo un uomo di oltre settant'anni dovrebbe smetterla di andare con minorenni, e insomma non potrebbe fare un po' come Napolitano o Ciampi, che correva dietro alla sua propria moglie?

Vorrei ricordare che il tema del contendere è, o almeno dovrebbe essere, se c'è stato o non c'è stato sesso con minorenni (e anche sfruttamento della prostituzione). Vorrei anche ricordare che, in Italia, la prostituzione è legale.

Invece il tenore del dibattito si avvita sulla sessualità di Berlusconi. E mi dà profondo fastidio, come dovrebbe essere per chiunque sia amante delle libertà personali. Non sono fatti nostri, se un uomo o una donna, di venti o centodieci anni, politico o panettiere, decide di copulare con chi gli pare nel rispetto delle leggi. Non sono fatti del Vaticano se, detto in un altro modo, Berlusconi decide (ipoteticamente) di contrattare centodieci transessuali baresi e novanta ballerine egiziane, maggiorenni beninteso. La vita sessuale dei nostri governanti, come anche quella dei nostri panettieri, non è affar nostro. Investe la sfera del privato.
Non credo che la vita sessuale del primo ministro (o di alcuno) debba essere di esempio al paese. Quando io avrò l'età di Berlusconi, vorrò avere la libertà di scegliere se investire i miei risparmi in una collezione di pipe di radica o in allegre meretrici reggiane. Sarà affar mio e semmai della mia famiglia, non certo di altri!

Mi turbano molto, ma molto di più gli altri sedici processi, tra i quali l'affare Mills ancora in corso e i due conclusisi con una condanna per falsa testimonianza e falso in bilancio (amnistiati)  e gli altri ancora finiti con prescrizioni e attenuanti generiche (vedi riassunto qui tra le dieci bugie). E storie anche più vecchie, e contiguità con personaggi come Dell'Utri e Previti. Quello sì che fa venire i brividi, altro che le ragazze vestite da infermiere e il fedele Emilio fede e altri personaggi da commedia. I comportamenti peggiori di Berlusconi, probabilmente, sono quelli che non hanno rilevanza penale.

Insomma, l'ondata di moralismo, cattolico e non, da destra e da sinistra mi ripugna. E bisogna stare attenti: si comincia col censurare gli anziani puttanieri, e domani, sempre con il plauso della Chiesa, ci si ritrova a prendersela con gli omosessuali e gli adulteri. E anche ripugnante è che in Italia si debba continuare a ballare alla musica del Vaticano. Berlusconi nei guai per Ruby è come Al Capone che finisce in prigione per evasione fiscale.

Mi resta solo fare un ammissione di macchiavellismo: ritengo Berlusconi e i suoi una tale catastrofe per l'Italia, un tale imbarazzo internazionale che lo vedrei bene condannato per qualunque cretinata, dalla bestemmia in luogo pubblico all'oltraggio alla bandiera all'evasione del canone RAI. Francamente, pur di liberarcene, tutto fa brodo. L'unico fastidio è che poi dovremo sorbirci quarant'anni di postberlusconiani che saranno anche peggio dei postcraxiani. E che tenteranno di intitolargli piazze, strade e università.

Tue, Jan. 25th, 2011, 12:54 pm
Nestor è arrivato!

Cari amici,
 Nestor si è fatto un po' attendere ma poi è arrivato. Il 20 I 2011, alle 20:23, ha fatto il suo ingresso nel mondo Nestor Giordano Eyal Aprile Muresan, Quattro chili alla nascita, cinquantatre centimetri sull'asse maggiore. Interessi principali: nutrirsi, dormire, emettere suoni inarticolati.
Nestor at one day.
L'augusto personaggio per ora non è dotato di un suo blog. Per dirla tutta, ha anche delle difficoltà con la tastiera. Quindi saremo io e la Signorina R a salutarvi in vece sua.

Thu, Jan. 13th, 2011, 05:45 pm
in bilico

Qualcuno ricorderà che, in un tempo molto remoto, ho menzionato la Signorina R. Sono successe alcune cose nel frattempo: brevemente detto, entrambi abbiamo finito il perfezionamento, abbiamo trovato lavoro, io a Delft lei a Bruxelles, abbiamo comprato casa e abbiamo fatto un bambino. Il quale dovrebbe fare la sua entrata nel mondo questo Sabato. Sono a Bruxelles, aspetto, aspettiamo, mangiamo e cuciniamo. Ecco tutto...

Mon, Jan. 25th, 2010, 01:31 pm
il più patetico: Bertolaso in punta di piedi o i francesi?

Ma secondo voi, chi è più patetico:

1. Bertolaso che, forte della vasta esperienza nazionale nella cattiva gestione di catastrofi (le nostre italiche catastrofi, terremoti, inondazioni) decide di dare una lezioncina agli americani che -chissà perchè- stanno gestendo un grosso e fondamentale pezzo di emergenza ad Haiti? (qui una risposta). Ma davvero, a leggere un po' questo (Corriere, 10/1/2010) viene da morire dal ridere: "Vado in punta di piedi - commenta il capo dello Protezione Civile - senza voler insegnare niente a nessuno" dice lui e alle spalle Berlusconi tromboneggia che "Ci dovrebbe essere una autorità che coordina tutto - ha detto il Cavaliere -, ma finora questo non è accaduto".

Questo è il tipo di dichiarazioni che, in qualunque contesto, ti permettono di fare bella figura a poco prezzo: ci dovrebbe essere qualcuno che pulisce il cesso, per esempio. Fai vedere che hai presente il problema, e al tempo stesso non ti prendi nessuna responsabilità di risolverlo o anche solo di comprare del detersivo. Ovviamente se l'autorità non c'è esistono due possibilità, la prima è di fare qualcosa comunque, magari rischiando di offendere Bertolaso, la seconda è di fare una bella conferenza internazionale, mondiale magari, e dedicare qualche settimana a organizzare l'autorità stessa, secondo il tipico modus operandi ONU. Tra l'altro una missione ONU a Haiti c'è già, e sarebbe stata suppongo il candidato naturale per "coordinare tutto", ma il loro quartiere generale è crollato uccidendo diversi dirigenti.
cut and paste della notaCollapse )
Chiaramente, dopo essere andato in punta di piedi, Bertolaso si è messo gli scarponi chiodati e all'alba del 24 ha individuato tutte le colpe, gli americani con le stellette eccetera. Tra le risate, faccio anche notare che il 15 Gennaio, tra giorni dopo il terremoto, gli israeliani (che, come tutti sanno, anche loro sono cattivi) avevano fatto arrivare un ospedale da campo con uno staff di 220 persone, tra le quali 120 tra medici e infermieri (vedi il video di CNN).

2. i francesi che, irritati perchè ci sono gli americani cattivi nella loro ex-colonia si indispettiscono (leggi qui), in buona compagnia di Chavez e Castro. Ma leggi anche qui sul sito di MSF, dove si concentrano sul fatto che il loro aereo non è potuto atterrare, ma non si domandano perchè; lasciandoci capire che la ragione era la terribile cattiveria degli americani (cattivi, obv.) Potrei ravanare un po' tra fonti francesi, trovando anche quale commento della diplomazia francese, ma mi fa troppo fatica.



Aggiungo idopo: completare il quadro con la reazione del ministro degli esteri degli USA (abbastanza ovvia) e quella del ministro degli esteri italiano (meno ovvia: riassumibile in magari stai un po' zitto) che ovviamente ha più a cuore le buone relazioni con gli Stati Uniti che la assoluta, cosmica, mondiale importanza di Bertolaso. Anche articolo riassuntivo di V. Zucconi.

Sun, Dec. 20th, 2009, 07:51 pm
Il clima di odio

E' vero, il clima di odio è proprio una cosa terribile: si inizia col dire cose pessime dell'avversario politico, e poi si finisce a tirare in faccia pesanti modellini di monumenti. E' così vero che mi piace ricordare un paio di dichiarazioni del passato:

- "Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l'esito: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo." (Repubblica, 2005)
- "Siamo circondati da farabutti in tivù, stampa e politica." (Rai1, 2009) tre orette in diretta, concomitante alla cancellazione di Ballarò. Ma chi se ne ricorda più? E' passato tanto tempo da settembre, sono volati tanti monumenti (vedi anche qui).

Diventa noioso ravanare nelle agenzie stampa. Proprio Berlusconi non è in condizioni di accusare nessun altro di incitazione all'odio e/o di pescare nel torbido. Che schifo, che pena: trovarmi, alla mia età, a guardare a Fini (minchia, Fini: già segretario del Fronte della Gioventù, delfino di Almirante, eccetera) come a una solida figura istituzionale e a un modello di moderazione.

Tue, Dec. 1st, 2009, 11:16 am
Forse non tutti sanno che...

Date le seguenti notizie:

Berlusconi a Lukashenko: il popolo ti ama : il primo ministro italiano in amichevolissima visita a uno spiacevole dittatore .
A Roma via o piazza Rosa Berlusconi : proposta di intitolare una via o piazza di Roma alla mamma di Berlusconi.
La stampa sputtana il paese, la Corte Costituzionale è di sinistra : dichiarazioni pubbliche sempre di Berlusconi. ma anche l'opposizione in Italia sono i giudici comunisti.

provenienti da noti nidi di bolscevichi, come il Corriere della Sera o l'ANSA, quale noto statista italiano del XX secolo vi viene in mente? I solutori distratti possono aiutarsi con il seguente indizio:

movimento politico profondamente antimarxista ma anche anticapitalista (nelle parole se non nei fatti), fortemente nazionalista, a favore del controllo della Stato su grandi parti dell'economia, propugnatore dell'unità assoluta di Stato, Nazione e cittadini, propositore di un sistema nel quale i vari poteri della società (giudiziario, legislativo, esecutivo ma anche militare, economico etc.) collaborano tutti, sotto un forte controllo centrale. Si distingue per una assoluta intolleranza alla critica interna (controllo della stampa e dei mezzi di comunicazione) ed esterna (aspre reazioni ad ogni osservazione proveniente da mezzi di comunicazione e politici esteri).

la soluzione è, come sempre, a pagina 46.



Thu, Nov. 26th, 2009, 09:50 am
nella lobby a Oslo

E' dove mi trovo adesso. Sto rubacchiando corrente elettrica per alimentare il mio parassita Dell. Al tempo stesso, infrango i diritti di autore di Orbital ascoltando Bath Time in cuffia. Sono in attesa che arrivino le sei e mezza, per andare alla Cena Ufficiale del congresso.

Come ammette l'organizzatore del congresso stesso, le cene, i coffee break e in generale i momenti di contatto informale tra i partecipanti sono la parte più piacevole e forse anche più efficace di ogni congresso: networking, si fanno contatti nuovi e si rinfrescano quelli vecchi. Come in qualunque circolo sociale, dai pescatori del Pò agli accademici (quali ahimè noi siamo) passando per gli appassionati di bocce e gli hooligan del calcio, dopo un po' iniziano a girare sempre le stesse facce, ci si ritrova e si pettegola su cosa sta facendo chi, e dove; o su quale insigne casino ha combinato Tizio a Stoccarda, o ancora sulla sconcertante vacuità della presentazione di Caio (poverino, è un manager, cosa ti aspettavi...).

Tue, Nov. 24th, 2009, 11:49 am
Oslo, DeThinkingServices ReThinkingServics

Congresso di service design, inizia interessante. Fuori nelle strade freddo umido. Scandinavi biondi ovunque che si interrogano sul futuro del mondo e dei servizi e cosa succederà nel 2020.
Fin qui ha parlato Lavrans Lovlie di Live|work e Eric Kruse di Ericsson, il primo più interessante del secondo.
Ci sono due persone che ho incontrato a quell'altro congresso in Corea, una mia ex-studentessa di Ivrea che adesso vive a Oslo, la Elena Pacenti di Domus Academy, tra poco dovrei incontrare uno che lavora con Bill Buxton.
Quando ho deciso di venire a questo congresso pensavo che sarei stato tra assoluti sconosciuti, ma non ho considerato la straordinaria forza del network. Ormai è inevitabile.
Adesso uno fa una domanda del cazzo: come fa Ericsson, che produce dispositivi che consumano energia, a parlare di interventi positivi nel cambiamento climatico. Il conferenziere si arrampica agevolmente su metri quadrati di specchi scintillanti e fa felice il fastidioso ecologista.

Mon, Oct. 26th, 2009, 05:16 am
Ero a Seoul, sono a Istanbul

Dopo dieci giorni in Corea, per lo più a Seoul. Dovrei incontrare uno, ma non so se sarà possibile. Stasera riparto per Rotterdam. Meglio post brevi che niente del tutto, no?

Tue, Jul. 14th, 2009, 01:55 am
momenti tipicamente italici

Rinnovare la carta d'identità. All'anagrafe di Pisa c'è una coda di esattamente 23 persone, ora gestita con il sistema dei numerini. Nondimeno, quando entri nella stanza i presenti ti guardano con una certa ostilità, non si capisce perchè. Quando poi arriva il tuo turno (dopo un paio di orette), l'impiegata ti rivela che, diversamente da quello che dice il cartello, ci vogliono due fototessere, non una. Nell'ufficio c'è anche una certa aria di chiusura del mezzodì. L'impiegata dice di non preoccuparsi e andare agevolmente a fare le fototessere all'apposita macchinetta, rientrando poi dal retro-ufficio. Ottengo in effetti la mia carta d'identità grazie alla ragionevolezza dell'impiegata.
Generalizzando, si può dire che in Italia i sistemi sono incredibilmente difettosi (due ore all'anagrafe, che piacere), e vengono resi sopportabili o insopportabili solo dalla flessibilità e dall'ingegno delle persone. Quando questo ingegno c'è.

Intercity. In treno c'è una famigliola dotata di un bambino insopportabile. Questo, biondo ed esoftalmico, inventa un gioco simpaticissimo, consistente nel nominare tutto ciò che vede: "casa", "treno", "signore", eccetera, in tono di recitar cantando. Il gioco rimane simpatico per trenta secondi... Ovviamente ignora i genitori, anzi insiste. Mammà minaccia che questa sera non avrete i videogiochi, forse domani. Il bambino chiaramente non ci crede nemmeno per un secondo, e poi inventa un ulteriore gioco, consistente nel graffiare la poltrona. Il padre gli molla un ceffone, il bambino inizia a piangere copiosamente, per una decina di minuti buoni. Provo una maligna soddisfazione - fa comunque rumore, ma almeno si è preso uno schiaffo. Poi, e qui c'è dell'originalità, prova con la leva del senso di colpa nel genitore sei contento che mi hai fatto male? intriso di lacrime... il genitore borbotta delle sue pedagogie non troppo efficaci. E' il genere di scene che mi fanno sempre domandare, ma voglio io dei bambini? Alla stazione di Rapallo scendono. Il bambino e sua sorella con degli zainetti grandi come cartoni del latte, la mamma con uno zainino e una borsettina froufrou, completamente concentrata sul gestire i figli, il padre (non erculeo) con tre valigione, due in mano e una spinta a calci.

Rapallo o della scomodità balneare. Ho capito ieri che Rapallo è un posto splendido se sei appassionato di grandi affollamenti e carnai, oppure se hai un ciulo di soldi e quindi puoi permetterti ville e yacht. Più in generale, il turismo ligure sembra un inno alla scomodità. Persone una sull'altra, arrampicate sulle rocce, o pigiate in microscopiche spiagge di pietre. Marce di trasferimento stradali, da un lato ville bellissime, recintatissime che impediscono l'accesso al mare, dall'altro traffico automobilistico intenso. Stabilimenti balneari che riproducono il bailamme urbano, grande densità, tavolini fitti fitti, bambini che si spruzzano con la pistola ad acqua e che, data la densita di popolazione, ogni tanto spruzzano chi non dovrebbero. Residence assolutamente sui bricchi, in cima alla montagna: splendida vista, ma per andare al mare puoi scegliere tra
  • il pulmino-del-residence, con orari e compagni di viaggio random, ma allora tanto vale stare a Milano e prendere le ferrovie Nord
  • l'automobile, con conseguenti impossibilità di parcheggio legale e vano aggirarsi per strade strette, ma allora tanto vale stare a Milano e cercare di lasciare l'auto vicino a Cadorna
  • l'escursione per stradine ripidissime, piacevole per appassionati del ramo, un po' impegnativa quando picchia il sole
  • l'escursione sull'Aurelia, una specie di roulette russa
insomma, per quest'anno abbiamo già dato.

10 most recent